Cosa sei figura del dado, che faccio voltolare nel tuo incontro con la mia fortuna? Niente, se non la presenza della morte che trasforma la vita umana in una proroga ottenuta un mattino dopo l’altro.

J. Lacan, Scritti, trad. it, 2 voll, Einaudi, Torino 1974

Per la grande maggioranza dei giocatori i giochi d’azzardo sono un modo di evadere nel sogno e tutti i giocatori del Lotto, durante l’attesa dell’estrazione, si vivono lo stesso film che potrebbe intitolarsi:’ tutto quel che farò quando sarò milionario’

Il gioco d’azzardo patologico (ludopatia, gambling patologico) è caratterizzato dalla persistente incapacità di controllare e di resistere all’impulso di mettere in atto comportamenti finalizzati al gioco d’azzardo.

La persistenza e l’intensificazione di tali comportamenti (scommesse e puntate divengono sempre più alte e rischiose così da far provare livelli di eccitazione progressivamente maggiori) determinano con il passare del tempo rilevanti ripercussioni sull’adattamento familiare, sociale, affettivo, lavorativo, fino a innescare, in alcuni casi, un deterioramento irreversibile degli stessi.

Gli italiani che giocano d’azzardo secondo il CNR (ricerca del 2016) sono 16 milioni, di questi l’80% non ha alcun problema col gioco, 2.3 milioni sono a rischio lieve, circa 700 mila italiani sono a rischio elevato ed altri 250 mila hanno une vera e propria dipendenza patologica. La dipendenza patologica, che nella ricerca precedente del 2011 riguardava l’1.3 % dei giocatori, è salita a 1.6%. Il gioco d’azzardo è più frequente fra gli uomini (54%) che nelle donne (30%) e soprattutto nella fascia di età dei 25-34enni dove le percentuali raggiungono il 62% per gli uomini ed il 32% per le donne.

Mentre nella precedente edizione del DSM il G.A.P. (Gioca d’Azzardo Patologico) era classificato come un Disturbo del Controllo degli Impulsi, nella nuova edizione non si parla più di Gioco d’Azzardo Patologico ma di “Disturbo da Gioco d’Azzardo” e viene collocato all’interno della categoria delle Dipendenze in un’apposita sottocategoria, “Disturbo non correlato all’uso di sostanze”.

Il DSM V inoltre classifica il disturbo in lieve (4-5 criteri soddisfatti), moderato (6-7 criteri soddisfatti), grave (8-9 criteri soddisfatti).
I criteri diagnostici sono : 


A  Comportamento da gioco d’azzardo problematico ricorrente e persistente che porta a stress o a un peggioramento clinicamente significativo, come indicato dalla presenza nell’individuo di 4 (o più) dei seguenti sintomi per un periodo di almeno 12 mesi:

1 Necessità di giocare una quantità crescente di denaro con lo scopo di raggiungere l’eccitazione desiderata

2 È irritabile o irrequieto quando tenta di  ridurre o interrompere il gioco d’azzardo

3 Ha effettuato ripetuti sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o interrompere  il gioco d’azzardo

4 È spesso preoccupato per il gioco d’azzardo (per esempio, ha pensieri persistenti di rivivere esperienze passate del gioco d’azzardo, di problematiche  o di pianificazioni future, pensando  come ottenere danaro con cui giocare)

5 Spesso gioca quando si sente in  difficoltà (per esempio, assenza di speranza, in colpa, ansioso, depresso)

6 Dopo aver perso soldi al gioco, spesso  torna un altro giorno (perdite “inseguite”)

7 Racconta bugie per nascondere il coinvolgimento nel gioco d’azzardo

8 Ha messo a repentaglio o ha perso  una relazione significativa, il lavoro, lo studio o una opportunità di carriera  a causa del gioco d’azzardo

9 Si basa su altri per cercare denaro  per alleviare le disperate situazioni  finanziarie causate dal gioco d’azzardo

B  Il comportamento da gioco d’azzardo non è meglio descritto da un episodio maniacale .

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